Obiettivi economico-finanziari per aumentare il benessere dell’allevatore

La qualità della vita dell’allevatore è influenzata da molteplici fattori, che spaziano dall’aspetto economico a quello sociale e ambientale, come ci insegna il moderno concetto di sostenibilità.

Non si tratta solamente dello stato di salute dell’operatore, ma anche del grado di soddisfazione del lavoro che svolge, con tutte le sue componenti. Le condizioni di lavoro, la sua sostenibilità economica, i rapporti umani familiari e sociali, la formazione e lo sviluppo professionale, la gestione del tempo e dell’equilibrio vita-lavoro e infine le preoccupazioni che nascono dai rischi che l’azienda corre, presunti e/o reali.

Un aspetto molto importante da considerare è il grado di efficienza, che può garantire la libertà di muoversi e di decidere secondo i propri desideri e le proprie prospettive.

Da cosa viene questa libertà d’azione? Dal fatto di avere mezzi per misurare, decidere e agire. Questi mezzi sono contenuti nel bilancio economico, lo strumento che indica quali sono le reali possibilità.

L’azienda deve avere innanzitutto una certa marginalità (dimensione economica), in secondo luogo liquidità (dimensione finanziaria), infine deve avere una situazione di debito di dimensioni ragionevoli (dimensione patrimoniale).

 

I principali numeri su cui valutare questi aspetti potrebbero essere una marginalità minima che, esponendo tutti i costi, (% utile netto finale/prodotto lordo vendibile), sia almeno del 5% (dimensione economica), un livello di debito aziendale (% capitale di terzi/capitale totale investito) che sia contenuto e comunque al di sotto del 50% (dimensione patrimoniale) e infine una componente di mutui (quota capitale + interessi) annui che sia al di sotto dell’8% della plv annua.

 

Tratto dall’articolo pubblicato nell’inserto de L’Informatore Agrario n. 12/2025
Quando anche il benessere dell’allevatore è necessario e redditizio
di M. Campiotti
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